Dieta last minute

Scritto da Silvia Mercuro

Arriva ineluttabile e destabilizzante, come un lunedì mattina, con l’allungarsi delle ore di sole e le prime brezze tiepide.

È il pensiero di abbandonare i vaporosi maglioni, di scoprirci e rivelarci di nuovo, che ci porta a realizzare di non essere a nostro agio con il nostro corpo e a decidere di intraprendere una dieta dell’ultimo minuto per riparare ai danni dei mesi precedenti.

Certo è comprensibile, con lo sbocciare della primavera, essere colti dal desiderio di prenderci cura di noi e, in qualche modo, disintossicarci (leggi anche) dagli strapazzi che la stagione fredda ci porta a fare. La scienza ci dice infatti che, quando le ore di luce solare sono meno, siamo portati a mangiare di più. Inoltre, mai come in questo periodo ci siamo trovati a contenere la nostra spesa energetica in termini di attività fisica, a seguito delle limitazioni alle libertà di spostamento dovute alla pandemia.

Il punto però è: da dove partiamo e quali sono le nostre aspettative?

Adottare strategie last minute può sembrare innocuo per chi vuole liberarsi di alcuni chili di troppo ma, se questa pratica viene adottata ripetutamente, può nascondere delle insidie. Soprattutto se a monte esistono da tempo scorrette abitudini alimentari. Soprattutto se ignoriamo o trascuriamo le vere cause che ci hanno portato a prendere peso, in genere profonde e legate alla nostra psiche.

Ma dove risiede il problema?

Comunemente viene adottata una definizione impropria della parola dieta, che intendiamo come temporanea restrizione calorica, mortificante e frustrante, di conseguenza sostenibile solo per alcune settimane. Il termine dieta significa, invece, “stile di vita”.

E per fare nostro un diverso ed equilibrato stile di vita, occorre concedere al nostro cervello la possibilità di instaurare dei nuovi automatismi, ovvero dei nuovi percorsi che, biologicamente, richiedono tempo perché diventino la nostra abitudine quotidiana.

Sempre a patto di essere giunti alla consapevolezza che sia arrivato il momento di attuare un cambiamento profondo, con la guida delle corrette figure professionali.

Se questo non avviene, rischiamo che la mente non segua adeguatamente il corpo nelle sue modificazioni, ma in qualche modo rimanga indietro, ancorata a quei vecchi schemi che torneranno inesorabilmente a dettare il passo del nostro comportamento alimentare non appena si perderà l’entusiasmo e la motivazione iniziale.

Cerchiamo di capire, semplificando un po’, come funzioniamo:

quando si decide di mangiare meno, si perde peso perché si riducono i liquidi corporei, la massa grassa e, ahimè, anche il muscolo (o massa magra), soprattutto se l’intervento alimentare non è combinato con un esercizio fisico adeguato e costante

Grafico massa grassa e massa magra – dieta lasta minute
  • ma, quando questo stile alimentare non sarà più sostenibile, perché troppo socialmente limitante o troppo restrittivo, se non pericolosamente scorretto, si riprenderà a mangiare come prima. E se la mente non avrà avuto il tempo di apprendere in maniera durevole nuovi comportamenti alimentari, se non si sarà intrapresa l’attività fisica di cui parlavamo, ma soprattutto non si sarà data voce e espressione alle nostre emozioni in maniera alternativa all’assunzione di cibo, si vedrà un recupero del peso che sarà, purtroppo, soprattutto di massa grassa.
Grafico massa grassa e massa magra – dieta last minute

Ripetuto tante volte nel tempo, questo meccanismo porterà ad avere sempre più grasso nel corpo, un metabolismo basale (cioè un dispendio energetico di base) più basso, ad essere sempre più insoddisfatti di noi stessi e più a rischio di sviluppare malattie conseguenti al peso in eccesso (soprattutto quelle legate al sistema cardiovascolare, ma non solo…)

Considerare il ricorso ad una dieta come una terapia “a tempo”, quasi fosse un antibiotico, si tradurrà quasi sempre nel fallimento della dieta stessa. E ci porterà verso quello che viene definito “il paradosso delle diete”, cioè: il modo migliore per ingrassare è fare una dieta (nel modo sbagliato)!

Quindi, cosa possiamo fare?

  1. MUOVIAMOCI VERSO IL CAMBIAMENTO

Possiamo approfittare della motivazione legata all’arrivo dell’estate, a un matrimonio o a una laurea, ma proviamo a considerare queste occasioni come dei pretesti per iniziare a dare una svolta durevole al nostro stile di vita.

Come iniziare da soli? Un ottimo strumento per tenere sott’occhio il cibo che assumiamo, gestibile da chiunque in autonomia, è il diario alimentare, una trascrizione puntuale di quello che mangiamo, registrato nel momento in cui lo mangiamo. Questo ha una doppia valenza: da una parte ci permette di avere davvero consapevolezza di cosa introduciamo, quando spesso capita di ingerire alimenti senza accorgercene, perché in realtà non ne abbiamo davvero bisogno o perché in quel momento la nostra attenzione è rivolta ad altro; dall’altra potrà essere di grande aiuto nel momento in cui decideremo di rivolgerci a un dietologo, perché gli metterà subito a disposizione delle preziose informazioni. 

Infatti, se il percorso cha abbiamo davanti è lungo, sarà meglio individuare una guida che possa condurci con competenza, limitando gli intoppi e ottimizzando l’impegno. Questo diventa poi imperativo se siamo davanti ad una diagnosi di obesità, definita con un Body Mass Index (BMI, rapporto tra peso in kg e altezza in metri al quadrato: kg/m2) uguale o superiore a 30. Si tratta infatti di una patologia cronica, che richiede un intervento plurispecialistico nel lungo periodo.

  1. MUOVIAMOCI

Cerchiamo di trovare ogni occasione per rendere la nostra giornata più attiva dal punto di vista fisico: non siamo geneticamente progettati per scale mobili, ascensori e automobili; optare per delle alternative (come le nostre gambe😉) è meno impegnativo di quanto si pensi, soprattutto nel momento in cui diventa la nostra abitudine ed è gratuito! Essere più attivi, senza con questo intendere diventare atleti professionisti, è la condizione necessaria perché un dimagrimento avvenga correttamente e sia mantenuto nel tempo. Preserva la nostra massa magra ed è in grado di potenziarla, aumentando così le nostre esigenze caloriche, la nostra performance fisica e la nostra salute in generale.

  1. RIDIMENSIONIAMO LE NOSTRE ASPETTATIVE

Non esistono formule magiche e non proviamo a semplificare ciò che semplice non è. Accettiamo che il cambiamento richieda impegno e fatica, ma riconosciamo anche che i piccoli passi sono preziosi e contribuiscono a raggiungere il risultato!

  1. SOSPENDIAMO IL GIUDIZIO

Il rapporto col cibo e la gestione del peso sono realtà complesse, perché composte da molteplici sfaccettature e risultato di più fattori (genetici, ambientali, psicosociali). Lo stigma della persona sovrappeso o obesa colpevole della sua situazione e di non avere sufficiente forza di volontà per cambiarla fa parte di una scienza medica superata, ma è duro a morire nell’opinione comune.

Il peso non è la misura del nostro valore, ma l’espressione di una condizione personale unica, che merita di essere studiata e affrontata con serietà e competenze, perché la risposta sia quanto più possibile personalizzata.

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